Un incontro con la transessualità
(parte terza)
Riteniamo opportuno partire con una breve sintesi di quanto finora descritto nell’ambito della nostra ricerca grafologica relativa alla realtà transessuale: da un lato, per una migliore comprensione da parte del lettore che, pur avendo già letto i due precedenti articoli, ha sicuramente necessità di “rinverdire” quanto letto molto tempo fa, e dall’altro per consentire ai lettori che vi si accostino per la prima volta, di poter condividere al meglio la nostra esperienza grafologica.
L’obiettivo che tale ricerca (che ha coinvolto 100 soggetti transessuali gravitanti attorno all’Asl RM E ed alla Dr.ssa
Esempio di scrittura con funzione junghiana sentimento: William, colombiano 37 anni, laureato penna blu, Riduzione del 40%.
Questa scrittura è grande, curvilinea, staccata ma di tipo dinamico, ineguale in inclinazione e dimensione, con presenza di segni di narcisismo, linee flessibili ma ben tenute, margine sinistro assente, spazio fra le parole, firma non omogenea per dimensione.
Esempio di scrittura con funzione junghiana pensiero: Valentina, colombiana, 46 anni, scuola media inferiore, pennarello nero. Riduzione del 40%:
Questa scrittura è abbastanza chiara, l’impostazione spaziale è buona, il margine sinistro presente, il rigo orizzontale leggermente crescente è morbido, a volte raggruppata malgrado lo script, movimento barrato, dimensione medio piccola, ritocchi, firma sottolineata con paraffo, funzione junghiana pensiero intuizione.
La scrittura di Valentina si differenzia della maggior parte delle altre anche per la presenza del margine sinistro, solitamente assente, che denota una certa autonomia e distacco dal passato, dalle origini. Si evidenzia una volontà di affermazione, il bisogno di superare le proprie difese e una continua sfida con se stessa.. Si notano comunque anche momenti di debolezza e di scoramento.
La terapeuta ha confermato che la persona nel tempo, dopo il suo arrivo in Italia, ha ben organizzato la sua vita, affronta le situazioni in genere con una certa determinazione ed è una persona pratica che ben programma la sua quotidianità.
Dal raffronto tra le due scritture, di cui la prima tipologia (funzione sentimento dominante) rappresenta l’espressione grafica più diffusa tra i transessuali esaminati, si evince chiaramente la diversità di atteggiamento nei confronti in genere della vita da parte dei due soggetti: nel secondo caso, vi è sicuramente una maggiore capacità di valutare la realtà in cui il soggetto è inserito, prendendo una certa distanza dagli aspetti affettivi. Poiché infatti, come sostiene Ania Teillard, “il pensiero rimpicciolisce e concentra” (A. Teillard, L’anima e la scrittura, Bollati Boringhieri, 1980, pag.95 ), Valentina, tra i due, sembra sicuramente maggiormente in grado di prevedere e pianificare gli ostacoli in maniera realistica.
In William, invece, possiamo intravedere come la funzione sentimento che, come afferma
Un’ altra componente emerge nell’analisi delle due scritture: in Valentina, un certa presenza di “animus”, nel senso Junghiano (scrittura piccola, semplificata), mentre la scrittura di William è più “anima” (scrittura grande, forma arrotondata ). Questo ci consente di entrare nel merito di un’altra tematica oggetto di indagine nella nostra ricerca: l’identità di genere del transessuale.
Quale identità sessuale emerge dall’analisi della scrittura di questi transessuali, “uomini verso donna”, quali elementi connotativi traspaiono dalla scrittura di questi uomini tesi a divenire appieno donne, tra incertezze, crisi di identità e a volte operazioni chirurgiche?
Per una lettura ed interpretazione in tal senso delle 100 scritture di transessuali esaminati, abbiamo individuato gli elementi che caratterizzano la scrittura in senso femminile o maschile, distinguendo tra elementi di tipo maschile attraverso la forma: presenza di angoli (virilità, capacità di azione, efficacia ed operatività), aste rette (forza, opposizione, sicurezza, decisione); attraverso la dimensione: piccola; presenza o meno di “animus” nell’accezione junghiana; ed elementi di tipo femminile: presenza di curve (indice di femminilità, capacità comunicativa, cordialità ed emozionalità), tipologia di scrittura “gonfiata” e, in relazione alla dimensione, grande, con presenza o meno di “anima”nell’accezione junghiana.
Come si può vedere nella tabella riassuntiva che segue la presenza di elementi femminili è maggiore rispetto a quelli maschili, ad eccezione della consistente presenza di aste rette, molto diffusa fra le scritture sia a quelle di prevalenza maschile che femminile. Questo elemento, che senz’altro si può assimilare maggiormente alle caratteristiche dell’elemento maschile, esprime anche la determinazione, caratteristica necessaria a persone che hanno dovuto affrontare scelte difficili e coraggiose.
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n. di scritture |
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elementi grafologici maschili |
angolo |
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20 |
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aste rette |
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78 |
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piccola |
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38 |
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animus |
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3 |
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elementi grafologici femminili |
curva |
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51 |
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gonfiata |
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19 |
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grande |
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42 |
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anima |
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21 |
Abbiamo altresì evidenziato la tematica della “ambivalenza”, nel senso di compresenza/conflitto tra tendenze opposte, a volte anche di un’identità di genere più profonda che sfugge al controllo cosciente del soggetto, connotandola sulla base di:
· inclinazione;
· oscillazione sulla verticale;
· variazioni nell’impostazione spaziale;
· variazioni di forma e dimensione;
· presenza di lettere staccate (es: la “d”, esprimente la non coesione tra spirito e materia, la “q”, afferente alla sfera sessuale ecc..).
Nell’ambito di questa ulteriore analisi, abbiamo nuovamente focalizzato l’attenzione sulla tematica dell’“isolamento”, ritenendola estremamente significativa ed anche di “accompagno” alla problematica dell’identità di genere del transessuale, individuandone, tra gli elementi: il tratto con bordi netti, lo spazio tra le righe, lo spazio tra le parole e l’assenza di finali tra i piccoli segni.
Un’attenzione particolare è stata data alla firma, in riferimento alla sua posizione (sinistra, destra, centro), presenza o meno di paraffi, al suo utilizzo al femminile o al maschile o di entrambi i nomi, alla prevalenza del nome sul cognome o viceversa, alla sua omogeneità o meno.
Nella tabella che segue sono riportati i valori trovati per i singoli elementi legati all’ambivalenza e all’isolamento:
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n. di scritture |
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elementi grafologici che esprimono ambivalenza |
inclinazione a sinistra |
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24 |
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diversa impostazione spaziale in alto ed in basso, a sinistra e a destra |
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46 |
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oscillazioni sulla verticale |
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75 |
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variazioni di forma o dimensione |
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70 |
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lettere staccate (es. d, p, b) |
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14 |
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elementi grafologici che esprimono ambivalenza |
pastoso con bordi netti |
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31 |
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spazio fra le righe |
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44 |
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spazio fra le parole |
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78 |
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assenza di finali |
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45 |
Nella tabella che segue sono riportati i valori trovati sulla posizione e caratteristiche della firma[1]:
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n. di scritture |
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posizione della firma a destra |
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50 |
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posizione della firma a sinistra |
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26 |
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posizione al centro della firma |
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24 |
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paraffi nella firma |
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30 |
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firma e piccoli segni |
nome maschile nella firma |
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27 |
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nome femminile nella firma |
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45 |
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entrambi i nomi nella firma |
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4 |
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prevalenza del nome |
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38 |
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prevalenza del cognome |
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7 |
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firma disomogenea |
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19 |
Ci sembra interessante, prima di concludere, proporre delle scritture “tipo”, ove emergono caratteri prevalentemente femminili o maschili, tenendo presente comunque che una seppur minoranza di segni grafologici di segno opposto sono sempre presenti.
Esempio di scrittura “femminile”: Susanna, colombiana 39 anni, scuola media inferiore, penna blu. Riduzione del 40%:
La scrittura di Susy presenta una netta prevalenza di elementi grafologici di tipo femminile:grande, gonfiata, a prevalenza di curve; presenta altresì segni di narcisismo, un consistente margine sinistro ed una firma piuttosto omogenea con iniziale gonfia e ampia, posta a destra a simboleggiare, pur nella presenza di qualche elemento sinistrogiro (la j di “trabajo”, i puntini sulle i aperti a sinistra) l’ottimismo e la voglia di essere donna.
Esempio di scrittura “maschile”: Cristina, Perù 28 anni, scuola media inferiore, penna blu. Riduzione del 40%:
In questa scrittura prevalgono invece gli elementi di tipo maschile: scrittura piccola, a prevalenza di angoli, presenza di aste rette e connotata da una certa “anima”; la firma, è posta a destra, con un paraffo che sottolinea e trafigge. Sono presenti in questa scrittura anche elementi legati all’ambivalenza (variazione nell’impostazione spaziale, oscillazioni sulla verticale)
Susy, ci ha confermato
Con questo articolo si conclude, per ora, il nostro viaggio grafologico nel mondo dei transessuali.
Vogliamo esprimere un ringraziamento speciale alla Dott.ssa
Un ringraziamento va alle grafologhe ed amiche Simonetta Sergiacomi e Anna Matarazzo per i loro preziosi suggerimenti che ci hanno offerto delle “viste” diverse da considerare.
Ed infine un grazie particolare alla presidente onoraria dell’ AGIF,
[1] La somma “nome maschile”+ “nome femminile”+ “entrambi i nomi nella firma” non è 100 perché in molti casi la firma è risultata non leggibile.