
La scrittura di Bush, che rispetta il modello calligrafico americano Palmer, incarna pienamente quelli che sono i valori dell’americano medio: la conformità alle regole e alle tradizioni, la semplicità, la solidità e il pragmatismo (zona media ben costruita e regolare), la capacità di empatia (inclinata e legata) e l’ostinazione (legata, rigo tenuto, regolare), la passionalità nel perseguire gli obiettivi e una grande energia (movimento barré, prolungamenti gonfi in zona inferiore).
E’ la scrittura di una persona che non deflette dalla linea prefissata, che resta ancorata alle tradizioni, che non si permette di uscire dalle regole. E’ la scrittura di un entusiasta (inclinata, barre delle t lanciate), con ottime capacità di contatto interpersonale (legata e presenza di lacci nella firma), con una generosità e una fiducia nel futuro un po’ forzate e ostentate (allargamento secondario).
Il suo rivale Kerry, di cui conosciamo solo la firma, fallica, con grandi prolungamenti in alto e basso e una zona media angolosa ma troppo piccola, con la sua scrittura dunque più originale e ‘diversa’ mancava di queste qualità, aveva un fondo di incertezza personale anche se ipercompensata, e una visione delle cose meno conformista.
In America ha vinto la ‘tradizione’.

(Bush, scrittura 1)

(Bush, scrittura 2)