Fin dagli anni ‘50 del secolo scorso, gli studi di A.R. Lurja avevano rivelato che l’idea della localizzazione rigida delle funzioni cerebrali in aree distinte della corteccia doveva considerarsi superarata : per le sue caratteristiche neuro-fisiologiche e psicologiche , l’atto grafico si avvaleva - già per lo studioso sovietico - di un complesso di aree corticali e sottocorticali che lavorano in concerto tramite l’azione di fibre di connessione. In Neuropsicologia del linguaggio grafico egli aveva introdotto il concetto di scrittura come “sistema funzionale” .
In anni più recenti, la convergenza delle linee di ricerca di varie discipline e l’introduzione della PET (tomografia ad emissione di positroni), che fornisce immagini ad alta risoluzione dell’attività cerebrale, hanno permesso alle neuropsicologia di produrre una “mappa funzionale del cervello” per la ricostruzione di un profilo più attendibile delle abilità sottese all’acquisizione della scrittura . Il grande dibattito che si è poi aperto negli ultimi decenni sulle prospettive delle “intelligente multiple” , e sui nuovi orizzonti teorici del funzionamento mentale in interazione con le teorie dello sviluppo sociale, sta rivoluzionando la visione del tradizionale processo di insegnamento-apprendimento.
Grazie a questi contributi, l’atto scrittorio può e deve essere considerato come un insieme complesso di processi interconnessi che presuppongono la maturazione e l’esercizio di un sistema di coordinamento da interpretare in chiave evolutiva.
I livelli di assimilazione dello schema corporeo, gli stili cognitivi individuali, i livelli di maturazione socio-affettiva e relazionale, il possesso di stabili riferimenti spazio-temporali, una lateralità ben definita, la capacità di riconoscere e pronunciare correttamente le combinazioni fonetiche, il controllo visuo-motorio sostenuto un’agile articolazione spalla/braccio/polso/mano, una funzionale impugnatura dello strumento grafico , costituiscono i prerequisiti fondanti della progressiva strutturazione della motricità fine per il controllo del gesto grafico che non possono essere dati per acquisiti , in tutti i bambini e contemporaneamente , fin dall’età di 5/6 anni.
Con l’intento di sperimentare un percorso di collaborazione con le istituzioni scolastiche di base, è stata realizzata, nei mesi di aprile e maggio del 2007, presso un Istituto Comprensivo di un quartiere periferico della città di Palermo, una breve ma significativa esperienza che ha permesso di richiamare l’attenzione di un gruppo di insegnanti e di genitori sul fenomeno disgrafico e sulla particolarità dei disturbi grafomotori
L’iniziativa progettuale, dal titolo “diversaMente” - Laboratori creativo-motori per l’apprendimento e la rieducazione del gesto grafico, finanziata con le risorse del Fondo Sociale Europeo (FSE) attraverso il POR (Piano Operativo Regionale) Sicilia 2000/2006 Misura 3.06 Azione E, non ha proposto interventi strutturati di rieducazione della scrittura (che richiedono un setting mirato alla specificità del singolo caso), ma ha inteso offrire il contesto di riferimento più stimolante per il raggiungimento dei seguenti obiettivi:
Puntando sulla rilevazione e sulla prevenzione di una delle cause più diffuse, ma anche poco monitorate, di insuccesso scolastico , è stato costruito un percorso molto articolato che si è sviluppato parallelamente su tre assi (l’asse alunni/e; l’asse genitori; l’asse docenti ), e ha visto l’inedita e coordinata collaborazione di diverse figure professionali : due grafologhe-rieducatrici della scrittura, una neuropsichiatra infantile, una esperta in psicomotricità, una musicista esperta in produzioni corali e ritmiche, una esperta in tecniche della riabilitazione psichiatrica per la gestione dello sportello di ascolto e consulenza per genitori.
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LINEE PROGETTUALI DI RIFERIMENTO |
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destinatari |
Asse alunni - gruppo misto di 20 alunni selezionati nell’ambito delle classi di seconda e terza elementare dell’Istituto Asse genitori – tutti i genitori degli alunni coinvolti nei percorsi laboratoriali. Asse Docenti – tutti i docenti della scuola primaria |
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Finalità generali |
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Articolazione e contenuti del progetto |
Il percorso è stato strutturato in moduli paralleli che prevedevano: 1. La presenza costante delle due grafologhe–rieducatrici della scrittura per h. 80 (40+40) al fine di realizzare gli interventi ludici di pre-scrittura personalizzati per la stimolazione del coordinamento oculo-manuale e grafo-motorio e per l’osservazione trasversale dei comportamenti cognitivi e non cognitivi; 2. h. 32 di “Formazione dei genitori” da sviluppare attraverso h.4 di “Accoglienza”: per la socializzazione, la motivazione al coinvolgimento e la registrazione di bisogni-attese dei genitori coinvolti nell’iniziativa, con presentazione della figura del grafologo-rieducatore della scrittura; h. 8 su 4 incontri informativi con esperti di neuropsichiatria infantile ; h.20 per la realizzazione di uno sportello di ascolto personalizzato per la raccolta di dati utili all’anamnesi individuale. 3. h. 24 di “Formazione dei docenti” in chiave seminariale per 8 incontri informativi con dibattito ed esercitazioni “grafologiche” individuali o in piccolo gruppo , della durata di h.3 ciascuno (con il contributo di una neuropsichiatria infantile e di due grafologhe rieducatrici della scrittura per la condivisione delle conoscenze neurologiche e grafologiche di base); 4. uno screening , con somministrazione del test di scrittura nelle classi II e III dell’Istituto per la quantificazione del fenomeno disgrafico ; 5. h. 20 di “Laboratorio di psicomotricità” ; 6. h. 20 di “Laboratorio musicale e ritmico” . |
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obiettivi del modulo : “Formazione dei docenti” |
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obiettivi e attività del modulo : “Formazione dei genitori “ |
Attraverso:
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Su 137 scritture analizzate, sono stati individuati 40 casi di disgrafia . Tra questi, sono stati selezionati, con la collaborazione dei docenti interni, i 20 bambini che hanno partecipato all’iniziativa .
La strategia didattica utilizzata ha privilegiato la modalità ludica e operativa per rispettare i livelli di maturazione cognitiva dei singoli, favorire la spontaneità dei comportamenti e facilitare il processo di aggregazione all’interno di un gruppo costituito da bambini, provenienti da tutte le classi seconde e terze dell’Istituto, dalle caratteristiche eterogenee sotto i più diversi punti di vista.
Con il contributo delle competenze multidisciplinari sono emersi elementi significativi per individuazione di :
§ atteggiamenti di inibizione cognitiva da svantaggio socio-culturale;
§ bambini e bambine che, pur mostrando motivazione e validi tempi di concentrazione, non avevano ancora assimilato le basilari tecniche di lettura;
§ comportamenti tipicamente iperattivi;
§ modalità di inter-azione prevalentemente conflittuale con manifestazioni aggressive;
§ difficoltà di memorizzazione;
§ difficoltà di pronuncia ;
§ difficoltà di associazione logica.
L’osservazione sistematica dei comportamenti , cognitivi e non, ha potuto confermare che le condizioni di svantaggio più diffuse, tra i bambini con difficoltà grafomotorie che hanno partecipato alle attività, erano caratterizzate da :
I tempi non diluiti del percorso laboratoriale ( la tempistica dell’approvazione e delle autorizzazioni istituzionali hanno spinto l’inizio delle attività al 2 aprile 2006 determinando un calendario di incontri particolarmente ravvicinato ) non hanno permesso di registrare progressi significativi nella rieducazione del gesto grafico, ma l’esperienza ha portato ugualmente esiti positivi , non solo sul piano teorico della ricerca grafologica, ma anche in merito a:
§ un obiettivo ridimensionamento delle ansie individuali riscontrabile in una qualità di scrittura “più distesa” e “più corretta” e in una proiezione più stabile e affermata dello schema corporeo ;
§ un superamento della paura di “inadeguatezza” nelle situazioni di apprendimento favorita dai piccoli, ma significativi, progressi (chi non sapeva leggere ha cominciato a farlo; chi non sapeva memorizzare ha dimostrato a se stesso/a e al gruppo che, con le strategie adeguate, era possibile; chi si sentiva emarginato, ha scoperto un modo più sereno e gratificante di stare insieme ai coetanei) ;
§ il necessario incoraggiamento verso l’uso del corsivo in quei bambini bloccati dall’uso dello stampatello maiuscolo;
§ la possibilità di ipotizzare strategie di intervento future per la prevenzione e il trattamento delle difficoltà incontrate da bambini intelligenti, perspicaci e sensibili, con uno stile cognitivo prevalentemente visuale che li predispone ad una capacità di connessione concettuale guidata da forme e immagini;
§ l’opportunità di sperimentare modalità di integrazione adeguate ai bisogni individuali.
Non sono naturalmente mancati, durante gli incontri, i momenti di particolare tensione e/o fragilità, determinati dalle modalità conflittuali e di provocazione dei bambini con disturbo affettivo-relazionale che richiedevano costanti atteggiamenti di contenimento fisico ed emotivo e interventi rispondenti al bisogno pressante di attenzione con assegnazione di compiti di responsabilità, setting di piccolo gruppo, evitamento delle pressioni; valorizzazione degli apporti estemporanei di produzione ; consegne “su misura”, nel rispetto delle competenze di base rilevate .
Con l’esperienza , che si è conclusa il 30 maggio 2007, è stato posto il primo timido tassello per la costruzione di possibili intese inter/istituzionali indispensabili a sostenere il processo di innovazione, teso verso una ideale scuola “su misura”, capace di orientare l’attenzione e la riflessione su più fronti:
Ci auguriamo che la ricerca grafologica possa continuare , in questa prospettiva , a canalizzare efficacemente risorse ed energie.