è possibile notare come, nell’ambito del percorso di vita, vi siano delle variabili che possono, coscientemente ed intenzionalmente, essere poste in essere; altre, che solo casualmente sfiorano la nostra sfera esistenziale e di cui poi noi accettiamo o meno, più o meno coscientemente, gli input e suggestioni.
Così è successo a noi, recentemente diplomate grafologhe, con l’entusiasmo ed il desiderio di “operare” in un contesto di ricerca che ci consentisse un approfondimento di tematiche già affrontate, allorché ci siamo imbattute nell’opportunità di iniziare un’esperienza, di ricerca grafologica e di conoscenza, nell’ambito della transessualità.
Tematica sicuramente difficile, complessa nei suoi riferimenti alla sessualità ed alla sfera psico-fisica dell’individuo, ma sicuramente attuale e coinvolgente.
Per noi, che abbiamo sentito sempre il fascino del “diverso”, del deviante dalla norma in un qualsiasi significato, questa occasione ha avuto, ed ha tuttora (la ricerca è appena agli inizi) il sapore di un’esperienza in un mondo inesplorato e sconosciuto, ma ricco di impatto emotivo.
L’occasione è stata la possibilità di usufruire di un centinaio di scritture di transessuali, uomini verso donne, di origine sudamericana, trasferitisi in Italia da un minimo di due anni ad un max di 25 anni. Queste ci sono state fornite dalla Dr.ssa
Il punto di riferimento operativo è l’Unità Operativa AIDS, in quanto caratteristica pressoché comune dei transessuali in oggetto è l’attività di prostituzione, e pertanto ad alto titolo di rischio, che è stata in genere messa in atto nel loro trasferimento in Italia; il controllo periodico nei confronti dell’Aids rimane pertanto necessario, spesso attentamente osservato dai nostri soggetti, ed il rapporto che li lega al loro referente per la salute è intenso e ricco di riconoscenza, come testimoniano alcuni loro scritti.
Alla richiesta della loro psicologa, che ha comunicato loro la possibilità di partecipare, attraverso uno scritto, ad una ricerca grafologica che li avrebbe coinvolti, si sono mostrati interessati, in alcuni casi finanche grati per l’interesse mostrato nei loro confronti: in una mattina nella quale avrebbero dovuto effettuare il periodico controllo per l’AIDS, hanno riempito diligentemente il foglio bianco, senza righe, scegliendo altresì il tipo di penna tra i tanti possibili, dal diverso colore e tratto. Alcuni hanno scelto la matita, privilegiando la possibilità di poter cancellare e correggere lo scritto. Ad ogni foglio, riempito con il loro scritto, è stata poi aggiunta dalla psicologa l’indicazione di: nome ufficiale e femminile scelto, età, nazionalità e periodo di emigrazione; ordine di scuola e tipologia (religiosa o non), esistenza o meno di abusi ed intervento chirurgico del sesso (o meno).
E’ iniziato pertanto, già da settembre, il nostro “percorso nella transessualità”: in questo mondo controverso, contrastante, in cui il presente si differenzia dal passato ma nel contempo affonda le radici nella tradizione (culturale, compresa la sessuale, e religiosa) ed evidenzia incertezze, sofferenze, ma anche spesso slancio nei confronti della vita in genere, e speranza, e fiducia.
Dopo un primo incontro con
· gerarchizzazione, con specifico riferimento a piccoli segni ed altro;
· sindromi: approccio alla vita, identità del sé/adattamento/ricettività; rapporto tra affettività e razionalità; relazione con gli altri e col contesto sociale; atteggiamento nei confronti del passato e futuro;
· tipologie: Freud, Jung, Ippocrate
Per ogni scheda abbiamo altresì annotato qualche osservazione particolare, anche in relazione al messaggio del testo: utilizzo nella firma del nome maschile o femminile, indicazione di sé intesa al maschile o femminile e ogni altro elemento ritenuto da noi particolarmente significativo.
Contemporaneamente, onde poter confrontare le scritture dei nostri soggetti (in gran parte colombiani) e quelle di altre persone della stessa nazionalità ma di sesso ben definito, abbiamo iniziato lo studio di campioni di altre scritture di persone residenti in Colombia non transessuali; le scritture sono state cortesemente fornite da una persona colombiana attualmente residente in Italia.
Abbiamo infine generalmente definito gli step che seguiremo nell’ambito della ricerca:
a) esame di ogni singola scrittura dall’osservazione generale alle tipologie e alle sindromi sopraindicate;
b) raffronto tra le scritture, nell’ambito delle prime 40 ed individuazione dei primi leit motiv ricorrenti;
c) approfondimento di alcune sottocategorie: scritture di soggetti con “abusi” nel proprio passato, al fine di evidenziare se vi siano o meno connotazioni grafologiche specifiche;
d) individuazione di 2/3 scritture “emergenti” o per omogeneità alle prime risultanze generali o per contrasto a queste e loro approfondimento, fino a giungere alla formulazione di un ritratto vero e proprio da confrontare con quanto emerso dai colloqui con la psicologa che ha in cura i soggetti stessi (questo passo sarà ricorrente ogni qualvolta la situazione ci sembrerà richiederlo e la psicologa sarà disponibile ad accogliere la nostra proposta);
e) esame di tutte le 100 scritture, alla luce di quanto verrà gradualmente evidenziandosi;
f) da non escludere infine, se possibile, con l'aiuto della Dr.ssa Spizzichino, un incontro con un transessuale: un incontro preparato accuratamente, con dei binari prefissati e dei limiti definiti, nel rispetto della privacy della nostra interlocutrice.
Al momento abbiamo appena iniziato il passo c), cioè stiamo esaminando la sottocategoria dei trans che hanno subito abusi ed individuando alcune tematiche più ricorrenti in tali soggetti.
Di seguito riportiamo scritture di tre persone colombiane, una di queste si è sottoposta all'intervento chirurgico per il cambio del sesso. E' da tener presente che in Colombia viene insegnato a scrivere utilizzando lo script e solo in un secondo momento è introdotto il corsivo; le scritture sono ridotte al 80% dell'originale e la distanza dal margine sinistro, destro ed in alto dalla cornice è conforme all'originale.
Colombiana 40 anni, penna nera

Colombiana 46 anni, pennarello blu

Colombiana 36 anni operata, pennarello rosso

Il percorso è lungo, ma l’entusiasmo e la voglia di raffrontarci, tra noi e la psicoterapeuta attraverso la mediazione delle scritture, è tanta.
Nel prossimo articolo esporremo i primi risultati della nostra ricerca; contiamo sulla vostra attenzione e sulla disponibilità all’altro che sicuramente non manca ai lettori di questa rivista.
A presto, dunque!